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Addio a Doris Lessing, icona della libertà delle donne
Del 30/11/2013 di Angela Fiore - La sensibilità di Doris Lessing si è formata a cavallo fra due mondi.

Doris Lessing ha vissuto a cavallo fra due mondi: quello nel quale viviamo oggi e quello che già non ricordiamo più, per il quale la rivoluzione industriale era ancora l'avanguardia della modernità e nel quale vigevano regole assai rigide rispetto ai ruoli di tutti e di tutto (i ruoli delle nazioni le une rispetto alle altre, i ruoli dei due sessi, i ruoli delle diverse classi sociali).
Queste rigide distinzioni dovevano risultare particolarmente evidenti a una bambina inglese che, negli anni venti, si trovasse a crescere nelle colonie di quello che era ancora un impero, parte della fortunata (e spesso tirannica) minoranza bianca, ma al tempo stesso condannata dal genere di appartenenza alla sottomissione e al sacrificio delle proprie aspirazioni personali.
Scappata da casa a quindici anni, insofferente alle costrizioni del proprio tempo, Doris Lessing ha impiegato la propria vita e il proprio impegno letterario all'analisi dei ruoli imposti e all'approfondimento delle libertà negate. Simpatizzante del partito comunista, se ne distaccò relativamente presto, mantenendo sempre un'acutissima sensibilità ai temi politici e sociali. Per tutta la vita, come la protagonista del suo romanzo Il Taccuino d'Oro, Doris Lessing ha cercato di "vivere da donna, prendendosi libertà che, in un uomo, sarebbero considerate normali", aggiudicandosi nel 2007 il premio Nobel per la letteratura.