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Dal successo all'arresto: la storia di Fabrizio Corona racconta molto dell'Italia di oggi
Notizie Milano

Fabrizio Corona, ovvero dove abbiamo sbagliato

Del 29/01/2014 di Angela Fiore - Come trasformare un reato in una storia di successo: tutto va bene, purché sia spettacolo

Non è (tutta) colpa di Fabrizio Corona, se è diventato Fabrizio Corona: è colpa di un intero paese che glielo ha permesso. Sulla carta non è possibile avere un'alta opinione di uno che ha fatto un mucchio di soldi ricattando fedifraghi con le foto dei più sordidi tradimenti e delle più inconfessabili scappatelle. Se, però, i ricattati sono politici, calciatori, personaggi pubblici sui quali si concentra naturalmente la curiosità morbosa di una fetta preoccupantemente larga del pubblico italiano e se, per contro, il ricattatore è bello, spregiudicato, "macho" e con l'aria da gangster americano (praticamente uno Scarface all'olio d'oliva), allora le cose cambiano.

In una agghiacciante puntata di Lucignolo di qualche anno fa, un gruppo di adolescenti fuori da una discoteca, alla domanda "Vorresti essere Fabrizio Corona?" rispondeva in coro "Sì! Perché lui ha i soldi, le donne, le macchine e la coca!". Quando un sedicenne non ha problemi a elencare questi quattro cardini della moralità contemporanea come obiettivi da raggiungere davanti alla telecamera di una tv nazionale, si può dire con certezza che il problema è nell'intero sistema e non solo nell'individuo.

La falsa convinzione che tutto possa e debba essere spettacolarizzato e che una vicenda umana valga di più se sembra almeno un po' un film hanno creato il fenomeno Corona, trasformando quello che in un mondo giusto sarebbe stato il processo con condanna a un criminale, ricattatore e ricettatore in un'epopea finto-hollywoodiana a metà fra Robin Hood e The Passion. Ultimo capitolo della saga: per evitare che il pubblico vada in crisi d'astinenza da gossip, il "cattivo ragazzo pentito" non scrive, come tutti i detenuti, lettere private alle sue bellissime ex partner: ne fa un libro, lo intitola Mea Culpa e se lo fa pubblicare da Mondadori. Si attendono comunicazioni su chi acquisterà per primo i diritti per il film.

Categorie: Scrittori

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